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Migrazioni: ieri e oggi, il filo che lega l’Italia all’America latina PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 07 Ottobre 2009 17:23
“Un dovere di riconoscenza nei confronti di quei paesi che nel passato ci hanno accolti e continuano ad ospitare più di un milione di italiani”. Questo vuole essere la ricerca “America Latina – Italia. Vecchi e nuovi migranti”, promossa dalla Fondazione Migrantes, dalla Caritas italiana e dalla Caritas diocesana di Roma e presentata recentemente a Roma, che riprende e aggiorna i contributi di un omonimo convegno svoltosi nell‟aprile 2008 a Buenos Aires. La prima parte analizza la storia della nostra emigrazione in Sud America, con approfondimenti sul ruolo della rete consolare, sulle dinamiche linguistiche- culturali e sulle diverse realtà migratorie italiane rispetto ai paesi di accoglienza e alle principali regioni d‟origine. La seconda è dedicata alla situazione delle collettività latino americane in Italia, con capitoli sui diversi contesti regionali e sugli aspetti sociali economici e culturali che caratterizzano la presenza degli immigrati sud americani nel nostro paese. Nell‟ultima sezione vengono affrontate le dinamiche sociali e pastorali delle migrazioni, con particolare attenzione per gli atteggiamenti degli italiani nei confronti degli immigrati. Un secolo e mezzo di emigrazione italiana in America Latina e quasi 50 anni di presenza in Italia degli immigrati latino americani, uniti in un unico studio per capire, come ha detto presentandola Franco Pittau, “quale insegnamento dobbiamo trarre dalla nostra storia migratoria, per modellare il nostro comportamento con gli immigrati dell‟oggi”. All‟aprile 2008, i connazionali residenti in America Latina sono circa 1.100.000; ma a questa cifra vanno aggiunti i numerosi oriundi presenti in Argentina, almeno 15 milioni, e Brasile, 30 milioni.  La nostra emigrazione è penetrata da tempo e in profondità nelle società latino americane, dove la prima testata in lingua italiana, “La Croce del Sud” fu fondata nel 1775 e numerosi edifici pubblici sono stati realizzati da architetti italiani. Dagli anni Settanta ad oggi, viceversa, la comunità sud americana è arrivata a contare oggi nel nostro paese circa 316.000 presenze, prevalentemente nelle regioni del nord ovest e del centro. È una collettività molto giovane: 6 su 10 hanno meno di 40 anni, che è caratterizzata da una forte presenza di donne, oltre il 70%, e di adolescenti che frequentano le scuole secondarie e rivelano qualche problema identitario. Pensando al dibattito italiano attuale sull‟accoglienza degli immigrati, l‟assessore alle politiche sociali della Provincia di Roma Claudio Cecchini ha chiesto “legalità, rispetto delle regole e dei doveri” ma anche “una riforma della cittadinanza che tuteli i figli degli stranieri nati in Italia e l‟introduzione del voto amministrativo per gli immigrati- ma ci vogliono percorsi di cittadinanza certi e diritti che favoriscano l‟inserimento degli immigrati”. Tra gli altri argomenti sono stati ricordati i forti legami culturali che uniscono l‟Italia al Sud America, la digitalizzazione dei servizi consolari a Buenos Aires che ha consentito di risolvere il problema delle lunghe code che dovevano affrontare gli italiani residenti in loco per sbrigare ogni pratica, l‟importanza delle rimesse degli immigrati per promuovere lo sviluppo dei paesi di origine, e del coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative dei migranti nella realizzazione delle politiche migratorie.

tratto da INAS CISL - Corrispondenza Italia n.677 – 1° ottobre 2009


 

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