Porta: “Normalizzare al più presto il pagamento in Italia delle pensioni maturate in Brasile” Stampa
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Mercoledì 08 Giugno 2011 11:13
Presentata un’interrogazione parlamentare ai Ministri del Lavoro e degli Esteri che chiede una soluzione definitiva al problema. “Sono diverse centinaia gli italiani che dopo avere maturato in Brasile con regolari contribuzioni il diritto alla pensione sono tornati in Italia per vivere del frutto del loro lavoro. Ma il godimento di quello che sembrerebbe un elementare diritto è reso difficile dalla normativa brasiliana sull’esportazione di risorse finanziarie. Per cercare di superare questo impasse che purtroppo dura da anni – afferma l’on. Fabio Porta, eletto nella Ripartizione America Meridionale della Circoscrizione Estero – assieme ai colleghi Lenzi, Bucchino, Farina, Fedi, Garavini e Narducci ho rivolto un’interrogazione ai Ministri degli Esteri e del Lavoro sottolineando la necessità di definire al più presto gli accordi tra i due paesi e tra i rispettivi istituti previdenziali che per queste e altre questioni avrebbero un valore risolutivo.

Il nuovo accordo bilaterale di sicurezza sociale Italia-Brasile – ha ricordato l’on. Porta - pende da oltre quindici anni senza che i rispettivi Parlamenti siano stati ancora chiamati a ratificarlo. In più, nel corso della quarta riunione del Consiglio Italia-Brasile per la cooperazione economica, industriale, finanziaria e per lo sviluppo, svoltasi a Brasilia il 9 novembre 2009, si era profilata la possibilità di una collaborazione tra i due enti previdenziali, l’INSS e l’INPS, per pagare in Italia le pensioni agli aventi diritto, ma la cosa non ha avuto finora concreti sviluppi. Né ha avuto esito migliore il sondaggio fatto dall’ente brasiliano sulla disponibilità di alcuni istituti bancari operanti in Italia a fare da sportelli erogatori, secondo un modello già sperimentato in altri paesi europei.

Intanto, per fare arrivare ai pensionati in Italia somme spesso modeste si deve continuare con le solite acrobazie servendosi di fiduciari brasiliani o del cosiddetto Patronato assistencial dos imigrantes italianos, con la conseguenza di andare incontro a difficoltà e ritardi anche non voluti.

Cosa si aspetta, dunque, per intervenire? In tempi difficili, come quelli che attraversiamo, capisco che le soluzioni complicate possano diventare a loro volta difficili. Ma quando bastano la buona volontà e un po’ di efficienza perché lasciare nel disagio persone che chiedono solo di veder riconosciuto senza ritardi un loro diritto?”.

 Per info si allega il testo dell’interrogazione

Interrogazione a risposta scritta

 Destinatari

 Ministero degli affari esteri E MINISTERO PER IL LAVORO E GLI AFFARI SOCIALI

 Il sottoscritto interroga il Ministro degli Affari Esteri e il Ministro per il Lavoro e gli Affari Sociali:

 premesso che:

in Italia risiedono centinaia di connazionali titolari di pensione brasiliana maturata in quel paese a seguito di una prolungata permanenza di lavoro e dei versamenti contributivi in esso effettuati;

 questi pensionati, a causa di leggi molto restrittive vigenti in Brasile sull’esportazione di capitali, sono costretti a riscuotere la loro pensione tramite fiduciari residenti in Brasile, che poi cercano di fare arrivare in Italia l’importo delle riscossioni, o tramite un patronato residente a San Paolo e riconosciuto dal Governo brasiliano con decreto 42.516 del 26 ottobre 1957– il Patronato assistencial dos imigrantes italianos  -, che gira successivamente gli importi ai beneficiari nel nostro paese;

 il sistema da tempo si è rivelato farraginoso e tale da produrre notevoli ritardi nell’effettiva attribuzione delle somme ai beneficiari, sia per la difficoltà dei delegati di provare alle autorità competenti la legittima provenienza delle somme, sia per la periodicità degli adempimenti burocratici da parte dei pensionati,  sia per le disfunzioni di cui ha dato prova il suddetto patronato;

 un’organica soluzione di queste situazioni potrebbe derivare dall’entrata in vigore del nuovo accordo bilaterale di sicurezza sociale Italia-Brasile firmato a Brasilia nel 1995, che consentirebbe di esportare le prestazioni di sicurezza sociale in ognuno dei paesi contraenti, un accordo che tuttavia non è stato ancora ratificato dai rispettivi Parlamenti;

 più di recente, nel corso della quarta riunione del Consiglio Italia-Brasile per la cooperazione economica, industriale, finanziaria e per lo sviluppo, svoltasi a Brasilia il 9 novembre 2009 in applicazione dell’Accordo-Quadro del 12 febbraio 1997, tra i rappresentanti dell’INSS, l’istituto brasiliano di previdenza sociale, e quelli dell’INPS, si è profilata la possibilità di una collaborazione tra i due enti volta a favorire il pagamento delle pensioni brasiliane in Italia;

 nel contatto diretto avvenuto in quella occasione, si sono previste, in vista della stipulazione di un protocollo di intesa, un’iniziale richiesta di collaborazione da parte dell’INNS, che avrebbe anche circostanziato le caratteristiche del servizio richiesto, e una risposta dell’INPS, che avrebbe precisato i costi e le modalità dell’operazione;

 sembra anche che lo stesso INSS, tramite la Banca del Brasile di Roma, abbia tentato di individuare un istituto finanziario italiano al quale affidare il pagamento delle pensioni; come già avviene in altri paesi europei, come la Spagna, il Portogallo e la Grecia, anche in questo caso senza esiti concreti;

 per sapere

 se il Ministro degli Affari Esteri non intenda rappresentare alle autorità brasiliane l’urgenza di normalizzare il pagamento delle pensioni legittimamente maturate da cittadini italiani nel corso della loro permanenza in Brasile, qualunque sia la modalità prescelta per dare esecuzione a tale operazione;

 se il Ministro del Lavoro e degli affari sociali non intenda sollecitare l’INPS a riprendere al più presto i contatti con l’istituto brasiliano affinché siano definiti le condizioni e i termini di un eventuale accordo che possa risolvere definitivamente la questione aperta e mettere gli interessati nella condizione di potere usufruire di un loro diritto;

 in quali tempi il Governo intenda presentare al Parlamento il disegno di legge di ratifica del nuovo accordo bilaterale di sicurezza sociale Italia-Brasile, che darebbe una risposta organica e risolutiva anche a queste questioni.

 

Si chiede risposta scritta. Fabio Porta Donata Lenzi Gino Bucchino Gianni Farina Marco Fedi Laura Garavini  Franco Narducci

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