E’ mantovano l’apripista del turismo nei Paesi Balcanici Stampa
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Fabio CotifavaAbbiamo intervistato Fabio Cotifava, mantovano, autore di Guide Turistiche sui Paesi Balcanici (sulla Bulgaria, sulla Macedonia e su Albania-Kosovo-Macedonia e Serbia-Montenegro-Bosnia Erzegovina), esperto di Turismo Responsabile e dal 2011 Ricercatore presso l’Università San Clemente da Ohrid di Sofia, in Bulgaria.
Da stimato commercialista ad esperto di Turismo nei Paesi Balcanici nonché vincitore di un bando di concorso all’Università di Sofia, com’è stato questo insolito percorso?

Già da molto tempo avevo come clienti nel mio studio di commercialista diversi operatori del turismo (agenzie, associazioni, professionisti) ed avevo sviluppato così una certa esperienza nel settore, poi nel 2003 la mia compagna, che è bulgara, mi chiese di suggerirle un’opportunità che fosse lavorativa e che le permettesse di restare in contatto con il suo Paese d’origine. Così ci siamo inventati un’attività come Tour Operator, attività che si è ben sviluppata e consolidata (tanto che oggi siamo leader nei viaggi culturali nei Paesi Balcanici).

Ma io sono lombardo, mantovano, e quando faccio una cosa la voglio far bene e mi impegno a fondo, ho cominciato a visitare quei luoghi e devo dire che, a distanza di otto anni, praticamente non esiste luogo turistico di un certo rilievo che io non abbia visitato, ogni anno almeno due mesi (non in modo consecutivo, certo) li trascorro da quelle parti, se esiste il Mal d’Africa io posso dire di essere posseduto dal Mal dei Balcani.

 

Quali sono le potenzialità turistiche di quei luoghi?

Sono grandi, pensa che la Bulgaria, ad esempio, è il terzo Paese in Europa per quanto riguarda le testimonianze storiche e archeologiche, dopo l’Italia e la Grecia; questo è l’antico territorio dei Traci, che dettero molto filo da torcere agli antichi Romani, ma anche per quanto riguarda la Serbia, forse non molti sanno che diversi Imperatori Romani, e di quelli importanti, grandi capi militari e conquistatori, provenivano proprio dall’Illiria, più o meno l’odierna Serbia, appunto. Ma anche per il turismo religioso ci sono itinerari stupendi e ricchi di interesse.

Hai avuto anche dei contatti direttamente dal Governo Macedone per un progetto di promozione turistica…

Sì, ma quello non è andato in porto, il problema del Turismo in genere è che se ne parla facilmente, sembra una risorsa semplice da attivare e da gestire, ma non è così; anche in quei Paesi è tutta da creare una cultura della gestione turistica, certo non è così dappertutto, la Bulgaria, ad esempio, è molto avanti, ha una struttura ricettiva molto buona, personale dei servizi turistici che ha sempre alla base studi specialistici.

E così ora andrai anche a portare la tua esperienza e competenza all’Università di Sofia…

C’era questo bando pubblico e ho deciso di parteciparvi, e l’ho vinto… Ero già conosciuto nel settore perché qualche anno fa un Professore di quell’Università mi chiese una consulenza sul Piano Agrario, o meglio sulla possibilità di far interagire sviluppo agricolo e attività turistica… Quello che penso di poter portare di mio è, oltre alla conoscenza del territorio, della storia e della cultura, la competenza in campo economico e gestionale; il turismo sostenibile, la biodiversità devono necessariamente fare i conti con la sostenibilità economica e, in second’ordine con la capacità gestionale ed organizzativa.

Cosa ci puoi dire su quei Paesi, com’è la realtà attuale?

Innanzitutto dire Paesi Balcanici è solo una comodità geografica, sono Paesi poco omogenei tra di loro, e spesso anche all’interno di ogni Paese c’è disomogeneità culturale, oltreché sociale. Sono Paesi in crescita, anche se la crisi sta toccando anche loro (ma, a differenza nostra,  hanno la forza di essere abituati a soffrire e a saper cavarsela nelle difficoltà), non sono certo Terzo Mondo, non c’è vera povertà. Ora parlo avendo come riferimento soprattutto la Bulgaria: sono popolazioni molto orgogliose, individualiste, ma sotto sotto molto legate al loro Paese e alle loro tradizioni, hanno una forte identità culturale, hanno una storia e quindi un bagaglio di grande spessore. Una cosa che mi ha stupito molto, ad esempio, è vedere il sabato e la domenica i giovani riempire il Museo Storico di Sofia (tra parentesi: è magnifico e giustificherebbe solo lui una visita in Bulgaria), non so se è così anche qua da noi in Italia… Comunque l’Italia è amata e conosciuta in Bulgaria, là è molto in auge la nostra Musica Lirica, ogni anno la nostra Opera è il pezzo forte al Teatro di Sofia.

Grazie Fabio, magari ci risentiremo tra tre anni per vedere com’è andato il tuo studio del Turismo Sostenibile nei Paesi Balcanici, tienici informato se ci saranno sviluppi interessanti!

Claudio Scaglioni