| Frei Rovilio Costa nel ricordo di Elio Benatti |
| Giovedi 18 Giugno 2009 12:45 | |||
Frei Rovilio Costa, 1934, di origini cremonesi, era nato a Veranopolis. Frate cappuccino di San Francesco, sacerdote e parroco, docente all'Università Federale di Porto Alegre, sua città di elezione dal 1968, storico, scrittore ed editore di prestigio e fama internazionali, cittadino anche italiano per riacquisto. Cultore della lingua triveneta, parlata e scritta, il talian, tuttora diffusa in Rio Grande Do Sul. Tanto da aver coinvolto, nella parlata comune, anche Discendenti non veneti, dai mantovani ai calabresi. Un tempo, nemmeno tanto lontano, si comunicava con quel paese lontano tramite lettera, poi con il telefono, poi con il fax. Ora, con internet in tempo reale. Così ho appreso, da una e-mail di Luigi Guidorzi, che sabato 13 giugno in Porto Alegre (RS) Frei Rovilio è tornato alla Casa del Padre.Serata conclusa con una cena all'italiana, organizzata dalla Massolin dei Fiori. Fu in quella occasione, che, quale ex allievo di Don Bosco, sottoscrissi, immeritatamente, l'atto costitutivo di una nuova realizzazione salesiana. Ma già il giorno precedente Frei Rovilio, sul suo Correio Riograndense, aveva trascritto una paginata di nomi, cognomi e famiglie di mantovani emigrati in Caxias do Sul, Garibaldi, Nova Bassano. La pagina era intitolata Duv'è i mantuan, con il commento: Al quindes de quest Agóst a vien a Rio Grande Do Sul na commissione de mantuan del pòst de Magnacavallo. L'è Elio Benatti, scritore e ricercador e so figliol Marco. A vien anc Bindo Bottura e Lena Bottura insiem a Carlos Zapparoli e signora chi à da star in São Paulo. (2) Sol par dirg a lur, parchè nuàtar, com cremunes, a sun anca Lumbardi, a meten do on par de num de Mantuan vegnù chi ancor, quas tut, a l'altar secol! Il par de num erano ben 198! (3) Il giorno successivo, con una qualificata guida fornita da Frei Rovilio, la delegazione visitò le comunità italiane di Caxias do Sul, di Garibaldi, di Bento Gonçalves con la sua enorme cantina cooperativa 'Aurora'. Una due giorni che si è impressa indelebilmente nella memoria, malgrado non vi siano state più opportunità di incontri. Da quel 15 di agosto non ci siamo più rivisti con Frei Rovilio. Ma, negli anni, i contatti e gli scambi di informazioni, di pensieri, di tradizionali auguri, sono stati costanti. È bastata quella fugace conoscenza per cogliere, e consolidare nel tempo, le qualità dell'uomo, dello studioso, del religioso. Molti discendenti di Emigrati italiani in Rio Grande Do Sul, presentati da Frei Rovilio, si sono rivolti a noi per ricerche anagrafiche finalizzate al riacquisto della cittadinanza italiana. Personalmente sono stato gratificato della amicizia, ricambiata, di Frei Rovilio, e la sua scomparsa terrena non ne dissolverà la memoria e la stima in quanti lo hanno conosciuto ed apprezzato. Resta anche, peraltro e per fortuna, la sua ricchissima produzione letteraria ed editoriale a testimoniare la dedizione alla raccolta ed alla conservazione delle comuni radici culturali, prima fra tutte la lingua madre: Il talian. Che tuttora è lingua parlata in Rio Grande Do Sul.note
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Frei Rovilio Costa, 1934, di origini cremonesi, era nato a Veranopolis. Frate cappuccino di San Francesco, sacerdote e parroco, docente all'Università Federale di Porto Alegre, sua città di elezione dal 1968, storico, scrittore ed editore di prestigio e fama internazionali, cittadino anche italiano per riacquisto. Cultore della lingua triveneta, parlata e scritta, il talian, tuttora diffusa in Rio Grande Do Sul. Tanto da aver coinvolto, nella parlata comune, anche Discendenti non veneti, dai mantovani ai calabresi. Un tempo, nemmeno tanto lontano, si comunicava con quel paese lontano tramite lettera, poi con il telefono, poi con il fax. Ora, con internet in tempo reale. Così ho appreso, da una e-mail di Luigi Guidorzi, che sabato 13 giugno in Porto Alegre (RS) Frei Rovilio è tornato alla Casa del Padre.
