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Marconcini ricorda il Ten. Colonnello Angelo Gaggino, militare di pace, amico dei Mantovani nel Mondo
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Giovedì 25 Febbraio 2010 17:41
GagginoHo conosciuto il Capitano Angelo Gaggino nel 1999, appena fondata l'Associazione dei Mantovani nel Mondo, insieme ad un gruppo di giovani ufficiali animati dal comune desiderio di svolgere una attività civile e sociale al di fuori della caserma pur facendo parte di un gruppo operativo, addestrato per le missioni NATO all'estero, già presente all'epoca  in Bosnia e Kosovo. Ricordo ancora con amicizia i Tenenti Rocco Antonio De Lumè e Mattia Zuzzi i quali, assieme ad Angelo, crearono i pressupposti per una comune partecipazione del 4° Missili  a Telethon nel 2000 con il coinvolgimento di tutti i militari e ad una serie di manifestazioni gastronomiche organizzate dall'Associazione in caserma, in collaborazione con l'Associazione Cuochi della Terra di Virgilio, ed a altre attività sociali e ricreative. Per coloro che non lo conoscono due parole sul IV° Reggimento Artiglieria contraerei Peschiera. A Mantova, lo consocono semplicemente come il 4º Missili, si è insediato nel 1968 su un'area demaniale, nell'area denominata Dosso del Corso, luogo che a suo tempo accolse dopo la guerra, i nostri connazionali in fuga dall'Istria e dalla Dalmazia. Una vera e propria città, ritagliata in un angolo di periferia sino a pochi anni fa animata in gran parte da ragazzi alle prese con il servizio di leva che , nei momenti di massimo affollamento, arrivarono ad essere oltre un migliaio per poi ridursi gradualmente dal 2004 in poi, quando fu abolita la leva obbligatoria. Oggi il Il 4º Missili ospita circa seicento soldati volontari, quasi tutti in ferma permanente con un'età compresa tra i 20 ed i 30 anni, destinati ad un'intera carriera professionale, arrivati qui da ogni parte d'Italia ma principalmente dal  Sud, Puglia, Sicilia e Campania tra le regioni più rappresentate. Una realtà con tanta voglia di integrarsi con il resto della comunità mantovana, favorita nei fatti da una illuminata politica portata avanti dai vari comandanti che si sono succeduti e da una naturale e cordiale ospitalità dei mantovani e dei loro rappresentanti istituzionali.

Rivedo ancora oggi Angelo, strepitoso e simpatico animatore di un Carnevale organizzato per le famiglie dei militari e il sua continuo desiderio di socializzare con la società civile. Un legame,il nostro, che si è protratto per alcuni anni , sino a quando la maggior parte dei militari è partita per lunghi periodi nelle varie missioni di pace pur mantenendo con alcuni di essi,tra cui Angelo, una continua corrispondenza sull'attività dell'AMM in Italia e all'estero. Non mi sono quindi stupito quando qualche anno dopo, precisamente nel 2008,  appresi del passaggio del comando del contingente di pace Italfor  proprio al Tenente Colonello Angelo Gaggino di stanza a Camp Butmir,  alla periferia di Sarajevo.  Un incarico prestigioso  svolto nell'ambito della missione dell'Unione Europea Eufor Altea, forte di circa duemiladuecento unità provenienti da ventotto diversi Paesi - di cui ventitré dell'Unione europea - tra cui circa trecento italiani. La forza armata multinazionale era impegnata assieme alle autorità, alla  popolazione locale e alle associazioni non governative nel processo di stabilizzazione della Bosnia Erzegovina.

Di quel periodo vorrei ricordare l'incontro che il 3 febbraio 2009 Angelo Gaggino ebbe con il  Nunzio apostolico ed Ambasciatore per la Santa Sede in Bosnia-Erzegovina. Era la prima volta che il Comandante di Italfor 31, il Contingente dell'Esercito Italiano della missione "Althea" di EUFOR (European Union Force), faceva visita alla più alta carica della Santa Sede presente in Bosnia-Erzegovina. L' Arcivescovo Alessandro D'Errico si rivolse a lui dicendogli di sentirsi molto vicino ai nostri militari, impegnati in un compito così importante e delicato  in terra bosniaca , dichiarandosi orgoglioso di come i nostri militari rappresentavano la  la Nazione intera. Numerose infatti erano state le iniziative svolte a favore della popolazione civile. Durante il periodo natalizio Italfor 31 aveva donato giocattoli a 140 bambini di diverse etnie, ospiti presso due orfanotrofi di Sarajevo: un piccolo ma significativo gesto per questi piccoli bosniaci. Nel  febbraio 2009 il Contingente si era recato presso l'istituto "SUNCE" di Pale, una struttura che ospita 25 bambini diversamente abili, ove aveva donato materiale didattico. Inoltre beni di prima necessità erano pervenuti dall'Italia per la  distribuzione ai più bisognosi, senza alcuna distinzione di etnia o provenienza sociale. Il contributo a favore della popolazione si e' manifestò anche attraverso la quotidiana attività di coordinamento, svolta dal Contingente Italfor 31, tra l'Ambasciata italiana e le strutture sanitarie nazionali, per il disbrigo delle pratiche burocratiche per permettere a pazienti bosniaci  - maggiormente bambini ed adolescenti -  affetti da patologie di diversa natura, di recarsi in Italia per gli interventi e le cure previste.  31 erano stati i casi trattati nei primi 7 mesi di presenza dell'Italfor 31.  Angelo nel frattempo non si scordava di noi :il 13 aprile 2009 egli  mi scriveva una mail  dicendomi " Caro Daniele mi giungono spesso le news relative all'Associazione e le leggo con grande piacere. Purtoppo non posso dire di si' agli inviti che ricevo perche' sono sempre in Bosnia a Sarajevo e ne avro' ancora per tre mesi circa. Approfitto del mezzo per fare a Te e a tutti gli associati i migliori auguri per una Pasqua serena e a presto."  Al suo ritorno dalla Bosnia nel settembre del 2009  , il  Ten.Col. Angelo Gaggino  assumeva il Comando della Base logistico-addestrativa di Edolo  (Brescia).

Ero in Argentina, quando il 6 febbraio scorso Angelo, 53 anni, è stato trovato esamine dall'anziana madre che gli aveva portato il caffè mattutino. Oltre alla mamma Maria e ad un figlio di 13 anni che vivevano a Edolo con lui, Angelo ha lasciato anche un altro figlio di 18 anni e la moglie dalla quale era separato da qualche anno. La notizia della sua scomparsa ci è stata comunicata dal signor Fiore che ha telefonato alla sede dell'Associazione con poche ma significative parole : "so che era un amico dell'Associazione e del Presidente". Parole che ci hanno commosso e che testimoniavano il suo legame con noi e con Mantova, sua terra d'adozione. Io, in particolare, ho provato un forte dolore sia per l'immatura scomparsa di un amico e sia per la perdita di un valoroso militare di pace e italiano nel mondo. Angelo Gaggino ha infatti ben rappresentanto quella categoria particolare di italiani nel mondo che sono i nostri militari, impegnati nelle varie missioni di pace  e che sempre si sono distinti per umanità e rispetto nei confronti delle popolazioni locali , onorando il nostro Paese e le nostre tradizioni democratiche.

L'ultimo ricordo che ho di Angelo Gaggino è un incontro estivo serale presso il Ristorante del Castello di S.Giorgio a Mantova con lui sorridente e rilassato : ci eravamo ripromessi che ci saremmo rivisti i per fare qualcosa insieme, magari per organizzare una festa culinaria con i ragazzi del suo contingente. Era nella sua indole legare con grande passione civile , il sociale alla sua professione e al suo mondo . Ciao Angelo, ti ricorderemo sempre.

Daniele Marconcini
Presidente Associazione dei Mantovani nel Mondo Onlus


 

Commenti 

 
#2 signor 2010-12-02 01:03
A distanza di alcuni mesi apprendo la dolorosa notizia della morte del "mio" tenente.Sono passati quasi vent'anni da quando lo vidi per l'ultima volta ma ho sempre conservato nella mia memoria il ricordo della mia prima squadra sito e di un tenente che gioca a calciobalilla con i suoi artiglieri.Mancherai a questa terra mio tenente.
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#1 Un ricordo 2010-03-25 12:43
Ho avuto l'onore di servire agli ordini dell'allora Ten. Gaggino ed ancora oggi a distanza di 20 anni ricordo con commozione l'umanità e la sincera amicizia che il Ten. Gaggino aveva per i suoi uomini, che uomini non erano ma ragazzi di 20 anni buttati in questa nuova avventura lontano da tutti i propri affetti e Lui sempre aveva una parola di incoraggiamento o un gesto che ti faceva sentire parte di qualche cosa di "Grande".
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