| Antica Fiera delle Grazie: sei secoli di storia |
| Mercoledì 04 Agosto 2010 10:39 | |||
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Di seguito il programma:
La prima edizione fu fatta sicuramente nel 1425, il rilancio con il concorso dei madonnari nel 1973
Con l’imminente prossima edizione, l’Antichissima Fiera delle Grazie si carica di quasi 6 secoli, in quanto ha una datazione certa al 1425, per gli stretti legami con la storia del santuario mariano. Dall’origine ad oggi quindi tant’acqua del Mincio è passata a lambire la Riva della Madonna dove troneggia il tempio dedicata alla Beata Vergine. Da allora la fiera ha avuto alti e bassi, ma ha sempre trovato il modo di sussistere, tranne alcune forzate sospensioni causate dalle guerre o dall’afta epizootica. Ma l’affluenza dei fedeli non è mai mancata. Tantissimi sono i ricordi, le memorie, le notizie, le curiosità che si è avuto modo di conoscere tramite documenti del tempo. Costituiscono un ‘Amarcord’ della fiera più cara ai mantovani.
Di essa si ha notizia da una ‘guida’ (avviso) dell’11 agosto 1425. Nasce con carattere prettamente religioso e devozionale, tantoché nel 1430 è vietato il «ballo» nella giornata del 15 agosto, festa dell’Assunta. Le contrattazioni vietate nei giorni 14 e 15 quando assumerà una connotazione economico-commerciale. PORTICO DEI PELLEGRINI. Nel 1563 viene eretto un portico di 52 arcate per il ricovero di pellegrini e mercanti; nel 1652 si hanno le «botteghe» che nel 1687 saranno 186: per il loro uso veniva chiesto e corrispettivo «un paio di pollastri». Mentre sulle merci commerciabili in fiera i governanti, dai Gonzaga, Carlo II Giuseppe I e Carlo VI, Maria Teresa d’Austria, impongono dazi e balzelli. Solo nel 1860 il commercio verrà liberalizzato. Dei malfattori e borsaioli si parla nel 1774: 16 vengono arrestati per furti vari: una vacca, un tabarro, due paia di scarpe ed altre minuzie. Molto frequentata in quel tempo la via d’acqua per raggiungere Grazie da Mantova-Angeli e ritorno. Si usavano barconi e barche da 14 a 28 posti con 2, 3, 4 rematori.
TRAGEDIA IN BARCA. Nel 1789 una barca di pellegrini, di ritorno dal Santuario, ebbe a rovesciarsi e 23 persone annegarono. Da allora il servizio a mezzo barca di persone e cose venne disciplinato. Gli imbarcaderi si trovavano uno sul retro del Santuario, a cui si accedeva attraverso «una scala di pietra coperta»; un altro a Portazzolo (vicino al convento di S. Francesco); e il terzo a «Porta Pradella e Cepetto». Nel 1821 erano 21 i battelli dei remiganti per una capienza di 237 posti. Nel 1829, in Fiera, le ‘mete’, cioè gli odierni listini o prezziari, mettono il ‘butirro fresco’ a 72 cent per libbra (austriaco); la carne di manzo a 33 cent, di vitello a 35; il pane «tutto fiore alla Tira» e alla francese 12 cent ogni 8 once. Il pane di farina da frumento ‘di scelta qualità’, nel 1887, venduto a 40 cent. (italiani) al kg.
REGOLAMENTO. Nel 1854 si adotta il «Regolamento per la sicurezza pel mantenimento del buon ordine e tranquillità su la Fiera di Grazie»: si impone al pubblico di lasciare la «zona fiera alle ore 10 della notte ovvero al suono della campana». Nel 1868 si hanno i primi manifesti, avvisi ed ordinanze concernenti la fiera, emessi dal sindaco Giuseppe Collini, dal Municipio di Buscoldo. È nel 1879 invece che, dalla Residenza municipale di Montanara, il sindaco neo eletto Enrico Sacchetti, con megamanifesto di 80x170, annunciando la Fiera, avverte di una lotteria benefica a favore dei danneggiati dalle acque del Po e di ristagno, la cui estrazione avverrà alle 6 pomeridiane del 15 agosto; in vendita 12.000 cartelle a cent 50 ognuna, per 30 premi in palio, tra cui un paio di vitelli, un puledro, un aratro Abeni, una macchina per imbottigliare, un orologio a mano ed una fornitura oro spada con perle e turchesi (lavorazione a mano di artista mantovano).
GIOCHI VIETATI. Arriviamo così al 1881: il primo cittadino vieta, in fiera e nei pubblici locali, i giochi d’azzardo quali «il toro, i dadi, la bianca e la rossa, il tornello, i bussolotti, i 3 numeri, le riffe, il punto e la tombola». Nel 1896 e 1897 il Santuario ospita, tra i confessori dell’Assunta, don Doride Bertoldi, l’arguto parroco di Villagrossa, che sotto il nome di Anfibio Rana pubblica le proprie poesie ne La musa paisana con li fransi. In quei tempi (altroché oggi!) i bilanci degli enti ed istituzioni varie non potevano «chiudere in rosso»: se si andava in deficit, come nel 1830, il responsabile dirigente, ne rispondeva; ne sa qualcosa il marchese Capilupi che sborsò 15,72 lire a ripiano. IL FASCISMO. Arriviamo al 1936 / XIV EF, in fiera si incentiva il settore zootecnico: premi in denaro, medaglie e diplomi ai migliori esemplari bovini e equini per un monte premi di 1.200 lire complessivi: la scelta ad una qualificata giuria col presidente dr. Bertolini, e membri dr. Bagnoli, Franchi, Sarzi Sartori, Marocchi e Morandi. Nello stesso periodo, l’ingresso del bestiame in fiera è a pagamento: 30 cent. per buoi, vacche, cavalli e muli; 15 cent. per vitello e giumenta; 10 cent. per pecore, castrati, e suini. Eccezionale l’afflusso di pellegrini alla Fiera del 1945; calcolate 100 mila persone, arrivati soprattutto a ringraziamento della cessazione della 2ª guerra mondiale. Negli anni successivi sarà la meccanizzazione a farla da padrone, spiazzando la mostra-mercato bestiame, con rassegna di esposizione dei moderni mezzi meccanici per l’agricoltura. La Fiera cala in presenze.
I MADONNARI. Ma nel 1973 il colpo di sole: il raduno dei pittori a gessetto, i madonnari, che si rivela toccasana per il rifiorire dell’Antichissima. L’idea di Fringuellini e Boschesi, recepita dalla Pro loco, rappresenta l’asso nella manica che porta gente a fiumi a Grazie, al Santuario e alla Fiera. Il primato Guinness nel 1991 il cotechino di 22,12 metri di lunghezza, 29 cm di circonferenza, peso 500 kg, 2000 fettine ognuna di etti 2 e mezzo volatilizzate: opera del Baffo Giulio Ghidetti.
Nel 2001 viene richiesto un obolo per accedere al sagrato. Iniziativa rientrata l'anno successivo (visto lo scarso successo riscosso) per festa per il 30º anniversario dei madonnari con la spostamento definitivo delle bancarelle dal sagrato.Perdendo quel fascino antico di mescolanza tra sacro e profano Nel 2010 la consacrazione nel volume ‘Madonnari in Piazza 1973-2007’.
GIANFRANCO BELLINI tratto da La Gazzetta di Mantova
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