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Applausi al Bibiena alla giovane promessa delle lirica Giovanni Romeo
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Lunedì 18 Ottobre 2010 20:35

bibiena2010Il titolo di ‘La serva padrona’ in genere richiama il nome di Battista Pergolesi, il maestro di Jesi al quale si deve il successo planetario di quel perfetto intermezzo buffo divenuto un riferimento esemplare per la storia dell’opera, comica in particolare. Presente alla prima una delegazione dei Mantovani nel Mondo guidata dal Presidente Daniele Marconcini e dal Presidente dei Lombardi in Costa Rica Luigi Cisana.Invece il Conservatorio Campiani, con la 6ª edizione del Laboratorio dedicato al teatro musicale del 700, fin dall’inizio firmato dalle regie di Enzo Dara, mantovano di celebre carriera e quindi di grande esperienza, ha recuperato la prova che sul medesimo titolo realizzò il tarantino Giovanni Paisiello nell’anno 1781, trascorso quasi mezzo secolo da quell’illustre precedente.

 

Un preziosismo, come altri ritrovati sul cammino del Laboratorio del resto, ma qui rinforzato da un precedente approfondimento condotto proprio sul dettato pergolesiano. Quanto si articola in questa iniziativa ha un intento eminentemente didattico e formativo, e diventa un’utile palestra anche per tutte quelle figure che, dietro il palcoscenico, quasi invisibili, concorrono ad una produzione operistica. In tal senso, quel che avviene nelle intense giornate del Laboratorio ha innumerevoli e validi motivi per confrontarsi col pubblico. D’altro canto, Enzo Dara ha sempre cercato di offrire spunti ulteriori, proprio frugando nelle pieghe del repertorio più usuale.

Ed ecco, sul palcoscenico del teatro Bibiena, apparire questa ‘Serva’ paisiellana, presentata a suo tempo negli anni in cui il talentuoso ed ancor giovane maestro si trovava a Pietroburgo alla corte di Caterina di Russia. Si tratta di un lavoro breve (dura circa un’ora), di una brillantezza discreta, non priva di luoghi comuni ma insaporita da bei momenti ispirati (su tutti l’ampia aria di Serpina che apre l’atto 2º), nei quali s’innesta un’orchestrazione che a tratti rammenta le magie mozartiane. Il che non è poco. I cantanti, alla ‘prima’ di sabato erano Giovanni Romeo (l’anziano Uberto, che andrà a sposare l’astuta servetta) e Cecilia Rizzetto, voci fresche e gradualmente, mano a mano che il lavoro procedeva, sempre più disinvolte. I 27 strumentisti dell’Orchestra del Conservatorio erano guidati con misura d’equilibrio da Luca Bertazzi, mentre la regia di Dara, con qualche licenza, trovava il passo di una divertita vivacità, arricchita da immancabili ‘gag’, guadagnando così l’onore del successo personale, affettuosamente riconosciutogli. Teatro pressoché esaurito, applausi a non finire.

3_ott_10_MantovaRomeo

Curriculum artistico

Il baritono Giovanni Romeo nasce a Milano il 10 ottobre 1988. Incomincia a studiare canto all’età di quindici anni sotto la guida del soprano Cristina Dominguez ponendo le basi della tecnica del canto. Attualmente frequenta il III corso, con il mezzosoprano Sonia Turchetta, presso il Conservatorio ‘G.Verdi’ di Milano. Il 20 marzo 2008 ha preso parte all’esecuzione in prima assoluta del Requiem di R. Hazon al Teatro del Casino di Sanremo cantando con membri del coro dell’orchestra ‘Verdi’ di Milano. Nel luglio 2009, in collaborazione con il Comune di Torino, si è esibito in diversi concerti nel centro storico della medesima città. Si è esibito al Teatro Derby di Milano ne ‘La Fantesca’ di J. A. Hasse facente parte del progetto Cantarsettecento promosso dal Conservatorio ‘G. Verdi’ con la regia di Sonia Grandis e la direzione artistica di Attilio Martignoni. Ha partecipato a diverse Masterclass con il celebre basso buffo Enzo Dara, suo attuale maestro di stile vocale e arte scenica, perfezionandosi nel repertorio comico-brillante e nello stile del teatro belcantista.

Repertorio teatrale e ruoli conosciuti

J. A. HASSE, La Fantesca (Don Galoppo)

G. B. PERGOLESI, La serva padrona (Uberto)

G. PAISIELLO, La serva padrona (Uberto)

W. A. MOZART, Le nozze di Figaro (Figaro)

W. A. MOZART, Don Giovanni (Masetto – Leporello)

W. A. MOZART, La clemenza di Tito (Publio)

W. A. MOZART, Die Zauberflöte (Papageno)

D. CIMAROSA, Il maestro di Cappella

D. CIMAROSA, Il matrimonio segreto (Conte Robinson)

G. ROSSINI, La pietra del paragone (Pacuvio)

G. ROSSINI, L’italiana in Algeri (Haly)

G. DONIZETTI, L’elisir d’amore (Belcore)

G. DONIZETTI, Don Pasquale (Dottor Malatesta)

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Commenti 

 
#1 complimenti 2010-11-09 00:31
Bravo il Maestro Dara e tutti questi giovani ma promettenti artisti del palcoscenico!
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