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Associazione Mantovani nel mondo .

 



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CITTADINANZA (normativa)
Lunedì 29 Aprile 2013 16:59

(Ufficio di Riferimento: D.G.IT. - UFFICIO III)

 
In rete i nominativi contenuti nelle liste di Leva conservate nell'Archivio di Stato
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Venerdì 27 Febbraio 2009 00:00
IL RECUPERO DELLA MEMORIA DELL’EMIGRAZIONE MANTOVANA
Un progetto promosso dall'Associazione in collaborazione con
l'Archivio di Stato di Mantova e finanziato dalla Regione Lombardia ( L.R.1/85).

Resa accessibile a tutti ed in forma gratuita, una pagina di consultazione dei dati contenuti nei Registri di Leva conservati nell'Archivio di Stato di Mantova.  Essendo la leva militare obbligatoria, vi sono registrati i residenti nel territorio provinciale di sesso maschile. Oltre al nominativo sono indicati il nome e cognome dei genitori, data e Comune di nascita. Questa opportunità costituisce uno pilastri del progetto voluto dall'Associazione in collaborazione con l'Archivio di Stato di Mantova e finanziato dalla Regione Lombardia, in base alla legge Reg.1/85. Utile  se non essenziale, per coloro che pur conoscendo il nome e cognome, paternità e maternità del proprio antenato non conoscono esattamente il Comune di nascita o per averne conferma.  La banca dati dell'Archivio offre la possibilità di consultare i dati di tutti i soggetti nati tra il 1870 e il 1890 nei 70 Comuni che oggi compongono la Provincia di Mantova. Attualmente è in corso l'inserimento dei nati negli anni precedenti al 1870, fino al 1847 anno di istituzione delle Liste di Leva;  e di quelli successivi al 1890 fino al 1900. La ricerca può essere effettuata attraverso questo sito web dell'Associazione (www.mantovaninelmondo.eu)  ed anche attraverso il portale degli Archivi dei Beni Culturali nelle pagine dell' Archivio di Stato di Mantova. Il progetto è stato proposto ad altri Enti Archivistici Lombardi e italiani ma sia per il poco interesse dimostrato e sopratutto le carenze di fondi disponibili è per ora circoscritto alla provincia virgiliana.

Ricordiamo che i dati tratti da queste interrogazioni hanno valore puramente storico-consultivo e non hanno requisiti di documenti ufficiali con validità legale.

Modalità:

La ricerca è gratuita previa la registrazione da effettuarsi al primo collegamento.  Apposite istruzioni (per ora in italiano) guideranno gli utenti in tutte le fasi dell'iscrizione, la ricerca infatti è  consentita solo ad utenti registrati che dovranno inserire le credenziali che riceveranno tramite e-mail all'atto dell'iscrizione. Per motivi di sicurezza ed al fine di evitare accessi abusivi e speculazioni, ciascun utente registrato può effettuare, su cognomi diversi dal proprio, un massimo di 4 ricerche giornaliere.

 
Certificazioni:
Per ottenere una documentazione ufficiale (certificati di nascita -battesimo- matrimonio ecct.) è necessario effettuare una richiesta all'Ufficio di Stato Civile del Comune di nascita (o residenza) dell'antenato che conserva i registri dalla data di istituzione vedi tabella. Se la data di nascita del soggetto è precedente a quella dell'istituzione dei registri in quel Comune, occorre rivolgersi all’Archivio Storico Diocesano di Mantova (Piazza Sordello, 15 - 46100 Mantova, ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) che è l'Ente preposto all'autenticazione dei certificati rilasciati dalle singole Parrocchie, nonché il luogo dove sono conservati parte dei registri di battesimo  e che coordina le ricerche nelle Parrocchie dell'intera Provincia.

Nota importante
I Comuni di Bozzolo, Commessaggio, Dosolo, Pomponesco, Rivarolo Mantovano, Sabbioneta, San Martino All'Argine e Viadana pur essendo in provincia di Mantova sono sotto la giurisdizione della Diocesi di Cremona quindi per ogni atto occorre rivolgersi alle singole Parrocchie ricordando che l'atto deve essere autenticato dalla Curia Vescovile di Cremona.

Note legali sulla Banca Dati
La finalità perseguita è l'interesse pubblico .
L'accessibilità della Banca Dati è concessa ai soggetti che ne facciano richiesta in regime di condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie. L'Utente per accedervi e utilizzare la Banca Dati deve registrarsi: l'accesso e la fruizione saranno possibili mediante user-name, password e codici di accesso. Riferimenti legislativi:Legge 633/1941 -Legge 675/1996- Direttiva 96/9/CE attuata con - D.Legs. 169/1999 - Legge 340/2000

Copyright
Il materiale presente nel Data Base è di proprietà dell' A.S.M.N. (Archivio di Stato di Mantova), titolare dei diritti riconosciuti dalla legge nazionale e internazionale in materia di diritto d'autore e copyright. Senza il preventivo consenso dell' A.S.M.N. è vietato qualsiasi atto di esercizio dei diritti di utilizzazione economica e morale dei dati. Denominazione, logo e segni distintivi dell'A.S.M.N. che appaiono sul sito sono di proprietà dell'A.S.M.N.


Realizzazione Tecnica
Curata da Vanni Vincenzi - Via Marconi, 13 - 46014 Castellucchio (MN) -

 

 
Collaborazioni
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Domenica 04 Gennaio 2009 15:19
Si può collaborare sia con l'invio di testi o foto originali (di cui si possiedono i diritti) o con  traduzioni dei testi già pubblicati nelle pagine del sito (potete tradurre le pagine che più vi piacciono che non siano già state tradotte),  inviandole in qualsiasi formato con in fondo l'autorizzazione all'acquisizione dei vostri dati ** che saranno inseriti nel nostro data base e nella pagina pubblicata. (es.vostro nome, pseudonimo, indirizzo, e-mail, Url ecct.) nelle 24 ore successive saranno pubblicate.
Non saranno presi in considerazione testi offensivi, o dai contenuti dubbi. L'Associazione a suo insindacabile giudizio si riserva la facoltà di omettere parzialmente o integralmente i testi che non hanno attinenza con i propri scopi istituzionali.
L'invio tramite: posta ordinaria, e-mail, form on line, fax o altro, di scritti, documenti, foto o altro materiale autorizza l'Associazione Mantovani nel Mondo (www.mantovaninelmondo .org-.com-.net-.it -.eu)  alla loro pubblicazione incondizionata sia nei propri web che in stampe cartace o altro. Se espressamente richiesto, saranno inserite le indicazioni dettate dall'autore.  Gli articoli/testi o traduzioni una volta inviati, pur rionoscendone la paternità all'autore, potranno essere divulgati e pubblicati in qualsiasi modo e formato e rimarranno disponibili per tutti gli usi statutari dell'Associazione stessa. In nessun caso saranno rimborsati o versati emolumenti per tali pubblicazioni. L'autore degli articoli/testi o traduzione può in qualsiasi momento chiedere la rimozione dei propri dati personali dai data base dell'Associazione e/o nelle pagine web pubblicate secondo quando affermato dalla legge sulla privacy che dichiara espressamente aver  visionato
 
1874 Inizio dell'emigrazione italiana nello Stato di Espirito Santo(BR)
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Sabato 03 Gennaio 2009 00:00
Io che conosco la sua grandezza insondabile, posso affermare che l'America é una regione destinata da Dio ai flagellati d'Europa. Le sue foreste assomigliano ad un oceano verde. I suoi abbondandi fiumi chiamano le creature ad un lavoro promissorio di pace e di speranza; i suoi luminosi orizonti promettono di incoronare la libertá e la vita. Sono convinto che il nuovo continente rapresenta un dono di Dio agli uomini lavoratori e coragiosi.
 
A chi chiedere i documenti
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Mercoledì 31 Dicembre 2008 16:55

Da quale data iniziano le registrazioni di Stato Civile (Anagrafi) in Italia ?
Unici uffici titolati al rilascio di certificati ufficiali della Repubblica -

I registri di Stato Civile dei cittadini sono stati istituiti con una legge del 1861 dall'allora Regno d'Italia, occorre però aggiungere che in quel momento storico non tutte le Regioni che oggi compongono la Repubblica Italiana facevano parte del Regno d'Italia.  Infatti nel 1861 non facevano parte del Regno d'Italia: metà provincia di Mantova, il Veneto, il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, e il Lazio.
Anche se questa legge è stata promulgata nel 1861 gli adeguamenti nelle singole Regioni che componevano il Regno ha avuto applicazione negli anni successivi, ogni singolo Comune ha iniziato le registrazioni autonomamente e quindi non è definibile per tutti una data d'inizio, in linea di massima sono iniziati tra il 1861 e il 1866.

Per le altre Regioni :
- metà provincia di Mantova e il Veneto dopo il 1866 (in seguito alla terza guerra d'indipendenza ) Inizio delle Registrazioni tra il 1867 e il 1871

- parte del Lazio e Roma dopo il 1870  (Dopo il 20 settembre 1870 con la presa di Roma)  Inizio delle Registrazioni dal 1871

- Il Trentino, l'Alto Adige, Gorizia ed il Friuli orientale, l'Istria, Trieste e Zara dopo il 1919.  (Termine della I° Guerra Mondiale)  Fiume è unita al Regno d'Italia  nel 1924. (Da notare che l'Istria, Zara e Fiume non fanno più parte della Repubblica Italiana dal 1947 - fine della II° Guerra mondiale)

Altra cosa che molti non conoscono è che dal 1860 sino al 1929 in Italia non erano riconosciuti dalla legge i matrimoni cattolici.  In poche parole ci si sposava due volte: una volta in Comune e un'altra in Chiesa. Poteva succedere anche che il matrimonio venisse celebrato solo in Chiesa o solo in Comune.  Questo può significare che durante la ricerca non si possa trovare riscontri in una delle due istituzioni.

Una volta in possesso delle informazioni sulla data ed il luogo (Comune) di nascita occorre sapere se in quella data il Comune aveva già istituito i registri di stato civile,  in caso contrario occorre risalire alla parrocchia  (nel territorio di un comune possono esserci più parrocchie) e richiedere al parroco la documentazione non dimenticando di farla vidimare dalla Curia competente. Se a priori si conosce che il Comune non non ha i registri anagrafici o almeno la data di nascita è precedente alla loro istituzione è del tutto inutile richiedere ai loro uffici informazioni o certificati , nella maggioranza dei casi non rispondono.

Per i Comuni si consiglia di scrivere direttamente all'Ufficio di Stato Civile e non ad altri uffici

 
Le ricerche
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Mercoledì 31 Dicembre 2008 16:46

Per quanti chiedono notizie e informazioni sui loro parenti originari della Provincia di Mantova  :

L'Associazione Mantovani nel Mondo, offre assistenza indiretta per ricercare i documenti anagrafici necessari al conseguimento della cittadinanza italiana presso Archivio di Stato, Comuni, Curia Vescovile, Parrocchie ed altri Enti o Uffici ubicati in provincia di Mantova.

Per assistenza indiretta si intende quella di fornire indicazioni utili su come e cosa fare per ottenere la documentazione necessaria. Dovrà poi essere l'interessato a richiere agli uffici preposti i documenti, trattando direttamente per tutte le problematiche e gli eventuali costi con gli uffici secondo le normative di legge vigenti. 

 MODALITÀ
Per non disperdere energie inutilmente preghiamo di leggere attentamente la seguente informativa su quali informazioni sono necessarie per poter  fare una ricerca (anche nel caso vogliate farlo personalmente):

-Molti emigrati (soprattutto nei paesi del Sudamerica), discendenti di cittadini italiani per nascita, si rivolgono spesso agli Uffici di Stato Civile dei vari Comuni  o agli Archivi,  al fine di reperire la documentazione necessaria a dimostrare l'origine italiana per l'acquisto della cittadinanza "iure sanguinis". 

-La maggior parte dei richiedenti non conosce il Comune esatto di nascita degli avi: in questo caso risulta indispensabile fornire esattamente : Cognome e nome,  data di nascita (almeno l'anno) il  nome del padre e della madre. Solo con queste informazioni è possibile effettuare la ricerca presso l'Archivio di Stato sulle liste di leva di tutta la Provincia, a partire dall'anno di nascita 1847.

- I dati delle liste di leva riguardanti la Provincia di Mantova  sono stati inseriti in un database informatizzato (non ancora completato) consultabile dall'Archivio di Stato o direttamente in rete previa registrazione, che permette di risolvere, nella maggioranza dei casi, il problema dell'individuazione del Comune di nascita. Effettuata la ricerca

-  l'Associazione fornisce al richiedente le informazioni anagrafiche dell'antenato e le istruzioni dettagliate per richiedere la certificazione.

Occorre sottolineare che la differente acquisizione del territorio mantovano nel corso delle guerre d'indipendenza (1848- 1870) da parte del Regno di Sardegna, poi Regno d'Italia (1861) ha creato una diversificazione delle date da cui sono istituiti nei Comuni della Provincia i Registri Anagrafici.

In parte iniziano dopo il 1861 mentre a Mantova città e parte della Provincia successivamente al 1870 . Questo comporta che se il proprio antenato  è nato prima dell'istituzione dei registri anagrafici non risulta iscritto in tali registri e pertanto il Comune non rilascia alcuna documentazione. Viene  rilasciata solamente ed a richiesta, una dichiarazione in cui si afferma che in quell'anno in quel Comune non erano ancora istituiti tali registri. -

 In questo caso occorre ricorrere alle parrocchie dato che la Chiesa cattolica utilizza per i propri fini la registrazione della popolazione (nascita, battesimo ,matrimonio, morte , famiglia ecct) a partire dal 1570.

-Molti comuni confinanti con la Provincia di Cremona, pur essendo attualmente in Provincia di Mantova, appartengono alla Diocesi di Cremona, pertanto non è in atto nessun accordo specifico per una stretta collaborazione come quella in atto tra gli Archivi cittadini. 


 
Credit
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Mercoledì 31 Dicembre 2008 16:42

"Mantovani nel Mondo" non offre continuità nelle pubblicazioni, inserite senza una cadenza fissa.  Il progetto iniziale  per lo sviluppo e l'evoluzione di questo sito è stato reso possibile grazie al  finanziamento ottenuto dalla REGIONE LOMBARDIA - L.R. n°1/85 per il progetto web poi sfociato  nell'anno 2004  nel portale 'Lombardi nel Mondo'. Questo portale è indirizzato principalmente ai Mantovani che sono sparsi nel mondo e in Italia e a tutti coloro che vogliono conoscere l'emigrazione mantovana e di riflesso quella italiana negli anni, a partire dai viaggi     di Cristoforo Colombo ai giorni nostri

Dal 28-7-1999 Daniele Marconcini  notizie e mailing list   e Pietro Liberati  Webmaster - caporedattore - news - foto - posta - ricerche famigliari    

dal 31-3-2005
- Supporto hosting by [Aruba.it]
- Gestione Tecnica e sviluppo e dal  2011 con il supporto finanziario   Pietro Liberati 

Hanno collaborato negli anni precedenti
(31-3-2002/31-3-2005) - Gestione Tecnica e supporto hosting  [Vi-Net srl]  
(29-7-2002/31-12-2004) - Per le Notizie dalla  Redazione: Gisele Rosa, Stefano Iori e dal suo staff 
- la Società  Atman communication srl   per la  "Guida di Mantova" pubblicata parzialmente negli anni precedenti e non più on-line
-dal  31-3-2002 al 31-3-2005 Per il supporto creativo informatico della Cooperativa  Applica onlus
- per gli articoli fino al 31-12-2004:
Luciano Ghelfi giornalista, Antonio  Cirigliano  giornalista, prof. Romano Marradi , Ana Cristina Agnelli-Mantovani per le traduzioni italiano-portoghese, Alessandro Corbetta per le traduzioni in Francese, Ewa Korczyk per le traduzioni in inglese .

 
Il sito precedente
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Mercoledì 31 Dicembre 2008 15:06

Da questa pagina si potrà accedere al web che dal 1999 è presente in rete. Non abbiamo apportato nessuna modifica o trasferimento lasciando tutto inalterato. La struttura in frame permette  una navigabilità abbasta semplice anche se non più (secondo alcuni) in linea con i tempi.

Oltre alla possibilità di visualizzare il precedente web, nell menù laterale a sinistra abbiamo inserito la possibilità di visualizzarne le sezioni più importanti. Le pagine dei contenuti  (le pubblicazioni , Lista articoli1999-2008 ed altre) saranno aperte nella parte centrale della home, cliccando nei vari link presenti dopo aver aperto la pagina scelta, per tornare alla pagina precedente si consiglia di usare il tasto indietro  (<-) del broser, in quando i link di navigazione interni alle singole pagine, non facendo parte del web corrente,  potrebbero non funzionare ; in alterenativa cliccare nuovamente nella voce del menù di  sinistra.  

Da gennaio 2009 tutti gli aggiornamenti verranno inseriti in queste pagine.

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Domenica 04 Gennaio 2009 15:53

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La Cittadinanza
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Domenica 04 Gennaio 2009 00:00
PREMESSA
La cittadinanza italiana è regolata nel suo complesso dalla legge n.91 del 5 febbraio 1992 (G.U. n.38 del 15 febbraio 1992 sotto) e dai relativi regolamenti di esecuzione, introdotti con d.p.r. n.572 del 12 ottobre 1993 e d.p.r. n.362 del 18 aprile 1994 e successive modifiche. La cittadinanza italiana si basa sul principio dello "ius sanguinis", in virtù del quale il figlio nato da padre o da madre italiani è italiano. La trasmissione della cittadinanza non prevede limiti di generazione ma non consente salti generazionali. Tuttavia i nati prima del 1 gennaio 1948, data dell'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana, sono cittadini italiani solo se il padre era cittadino italiano. La trasmissione della cittadinanza per via materna avviene solo per i nati successivamente al 1 gennaio 1948. La casistica in materia di cittadinanza è particolarmente complessa; si raccomanda pertanto di rivolgersi all'Ufficio Consolare del Paese di residenza per avere un quadro preciso sulla propria situazione e avere indicazioni dettagliate sulla documentazione necessaria. Lo svolgimento di tutto l'iter burocratico è previsto in circa 3 anni

(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15-2-1992)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge:
Art. 1.
1. E' cittadino per nascita:
a) il figlio di padre o di madre cittadini;
b) chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono.
2. è considerato cittadino per nascita il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza.

Art. 2.
1. Il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale della filiazione durante la minore età del figlio ne determina la cittadinanza secondo le norme della presente legge.
2. Se il figlio riconosciuto o dichiarato è maggiorenne conserva il proprio stato di cittadinanza, ma puo' dichiarare, entro un anno dal riconoscimento o dalla dichiarazione giudiziale, ovvero dalla dichiarazione di efficacia del provvedimento straniero, di eleggere la cittadinanza determinata dalla filiazione.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai figli per i quali la paternità o maternità non puo' essere dichiarata, purchè sia stato riconosciuto giudizialmente il loro diritto al mantenimento o agli alimenti.

Art. 3.
1. Il minore straniero adottato da cittadino italiano acquista la cittadinanza.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche nei confronti degli adottati prima della data di entrata in vigore della presente legge.
3. Qualora l'adozione sia revocata per fatto dell'adottato, questi perde la cittadinanza italiana, sempre che sia in possesso di altra cittadinanza o la riacquisti.
4. Negli altri casi di revoca l'adottato conserva la cittadinanza italiana. Tuttavia, qualora la revoca intervenga durante la maggiore età dell'adottato, lo stesso, se in possesso di altra cittadinanza o se la riacquisti, potrà comunque rinunciare alla cittadinanza italiana entro un anno dalla revoca stessa.

Art. 4.
1. Lo straniero o l'apolide, del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, diviene cittadino:
a) se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana;
b) se assume pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, e dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana;
c) se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica e dichiara, entro un anno dal raggiungimento, di voler acquistare la cittadinanza italiana.
2. Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data.

Art. 5.
Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana quando risiede legalmente da almeno sei mesi nel territorio della Repubblica, ovvero dopo tre anni dalla data del matrimonio, se non vi è stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili e se non sussiste separazione legale.
dal  12-4-2006  SOSTITUITO DA:
– 1. Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all’estero, qualora, al momento dell’adozione del decreto di cui all’art.7, comma 1, non sia intervenuto lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi.
2. I termini di cui al comma 1 sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi

Art. 6.
1. Precludono l'acquisto della cittadinanza ai sensi dell'articolo 5:
a) la condanna per uno dei delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III, del codice penale;
b) la condanna per un delitto non colposo per il quale la legge preveda una pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione; ovvero la condanna per un reato non politico ad una pena detentiva superiore ad un anno da parte di una autorità giudiziaria straniera, quando la sentenza sia stata riconosciuta in Italia;
c) la sussistenza, nel caso specifico, di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica.
2. Il riconoscimento della sentenza straniera è richiesto dal procuratore generale del distretto dove ha sede l'ufficio dello stato civile in cui è iscritto o trascritto il matrimonio, anche ai soli fini ed effetti di cui al comma 1, lettera b).
3. La riabilitazione fa cessare gli effetti preclusivi della condanna.
4. L'acquisto della cittadinanza è sospeso fino a comunicazione della sentenza definitiva, se sia stata promossa azione penale per uno dei delitti di cui al comma 1, lettera a) e lettera b), primo periodo, nonché per il tempo in cui è pendente il procedimento di riconoscimento della sentenza straniera, di cui al medesimo comma 1, lettera b), secondo periodo.

Art. 7.
1. Ai sensi dell'articolo 5, la cittadinanza si acquista con decreto del Ministro dell'interno, a istanza dell'interessato, presentata al sindaco del comune di residenza o alla competente autorità consolare.

2. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 3 della legge 12 gennaio 1991, n. 13. 
Il D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362 (in S.O. n. 91 alla G.U. 13/6/1994 n. 136) ha abrogato l'art. 7, comma 1. 2

Art. 8.
1. Con decreto motivato, il Ministro dell'interno respinge l'istanza di cui all'articolo 7 ove sussistano le cause ostative previste nell'articolo 6. Ove si tratti di ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica, il decreto è emanato su conforme parere del Consiglio di Stato. L'istanza respinta puo' essere riproposta dopo cinque anni dall'emanazione del provvedimento.
2. L'emanazione del decreto di rigetto dell'istanza è preclusa quando dalla data di presentazione dell'istanza stessa, corredata dalla prescritta documentazione, sia decorso il termine di due anni.

Art. 9
.
1. La cittadinanza italiana puo' essere concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell'interno:
a) allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni, comunque fatto salvo quanto previsto dall'articolo 4, comma 1, lettera c);
b) allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno cinque anni successivamente alla adozione;
c) allo straniero che ha prestato servizio, anche all'estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato;
d) al cittadino di uno Stato membro delle Comunità europee se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio della Repubblica;
e) all'apolide che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio della Repubblica;
f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica.
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri, la cittadinanza puo' essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all'Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.

Art. 9-bis. (dal: 12-4-2006)

– 1. Ai fini dell’elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza, all’istanza o dichiarazione dell’interessato deve essere comunque allegata la certificazione comprovante il possesso dei requisiti richiesti per legge.

2. Le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza sono soggette al pagamento di un contributo di importo pari a 200 euro.

3.  Il gettito derivante dal contributo di cui al comma 2 è versato all’entrata del  bilancio dello Stato per essere rassegnato allo stato di previsione del Ministero dell’interno che lo destina, per la metà, al finanziamento di progetti del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione diretti alla collaborazione internazionale e alla cooperazione e assistenza ai Paesi terzi in materia di immigrazione anche attraverso la partecipazione a programmi finanziati dall’Unione europea e, per l’altra metà, alla copertura degli oneri connessi alle attività istruttorie inerenti ai procedimenti di competenza del medesimo Dipartimento in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza.

Art. 10.
1. Il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato.

Art. 11.
1. Il cittadino che possiede, acquista o riacquista una cittadinanza straniera conserva quella italiana, ma puo' ad essa rinunciare qualora risieda o stabilisca la residenza all'estero.

Art. 12.
1. Il cittadino italiano perde la cittadinanza se, avendo accettato un impiego pubblico od una carica pubblica da uno Stato o ente pubblico estero o da un ente internazionale cui non partecipi l'Italia, ovvero prestando servizio militare per uno Stato estero, non ottempera, nel termine fissato, all'intimazione che il Governo italiano puo' rivolgergli di abbandonare l'impiego, la carica o il servizio militare.
2. Il cittadino italiano che, durante lo stato di guerra con uno Stato estero, abbia accettato o non abbia abbandonato un impiego pubblico od una carica pubblica, od abbia prestato servizio militare per tale Stato senza esservi obbligato, ovvero ne abbia acquistato volontariamente la cittadinanza, perde la cittadinanza italiana al momento della cessazione dello stato di guerra.

Art. 13.
1. Chi ha perduto la cittadinanza la riacquista:
a) se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara previamente di volerla riacquistare;
b) se, assumendo o avendo assunto un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, dichiara di volerla riacquistare;
c) se dichiara di volerla riacquistare ed ha stabilito o stabilisce, entro un anno dalla dichiarazione, la residenza nel territorio della Repubblica;
d) dopo un anno dalla data in cui ha stabilito la residenza nel territorio della Repubblica, salvo espressa rinuncia entro lo stesso termine;
e) se, avendola perduta per non aver ottemperato all'intimazione di abbandonare l'impiego o la carica accettati da uno Stato, da un ente pubblico estero o da un ente internazionale, ovvero il servizio militare per uno Stato estero, dichiara di volerla riacquistare, sempre che abbia stabilito la residenza da almeno due anni nel territorio della Repubblica e provi di aver abbandonato l'impiego o la carica o il servizio militare, assunti o prestati nonostante l'intimazione di cui all'articolo 12, comma 1. 2. Non è ammesso il riacquisto della cittadinanza a favore di chi l'abbia perduta in applicazione dell'articolo 3, comma 3, nonché dell'articolo 12, comma 2. 3. Nei casi indicati al comma 1, lettera c), d) ed e), il riacquisto della cittadinanza non ha effetto se viene inibito con decreto del Ministro dell'interno, per gravi e comprovati motivi e su conforme parere del Consiglio di Stato. Tale inibizione puo' intervenire entro il termine di un anno dal verificarsi delle condizioni stabilite.

Art. 14
.
1. I figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana, ma, divenuti maggiorenni, possono rinunciarvi, se in possesso di altra cittadinanza.

Art. 15.
1. L'acquisto o il riacquisto della cittadinanza ha effetto, salvo quanto stabilito dall'articolo 13, comma 3, dal giorno successivo a quello in cui sono adempiute le condizioni e le formalità richieste.

Art. 16.
1. L'apolide che risiede legalmente nel territorio della Repubblica è soggetto alla legge italiana per quanto si riferisce all'esercizio dei diritti civili ed agli obblighi del servizio militare.
2. Lo straniero riconosciuto rifugiato dallo Stato italiano secondo le condizioni stabilite dalla legge o dalle convenzioni internazionali è equiparato all'apolide ai fini dell'applicazione della presente legge, con esclusione degli obblighi inerenti al servizio militare.

Art. 17.
1. Chi ha perduto la cittadinanza in applicazione degli articoli 8 e 12 della legge 13 giugno 1912, n. 555, o per non aver reso l'opzione prevista dall'articolo 5 della legge 21 aprile 1983, n.123, la riacquista se effettua una dichiarazione in tal senso entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Resta fermo quanto disposto dall'articolo 219 della legge 19 maggio 1975, n. 151.
La L. 22 dicembre 1994, n. 736 (in G.U. 4/1/1995 n. 3) ha modificato l'art. 17. 3
La L. 23 dicembre 1996, n. 662 (in S.O. n. 233 relativo alla G.U. 28/12/1996 n. 303) ha modificato l'art. 17


Art. 17-bis. (dall'8 marzo 2006)
1. Il diritto alla cittadinanza italiana é riconosciuto:
  • a) ai soggetti che siano stati cittadini italiani, già residenti nei territori facenti parte dello Stato italiano successivamente ceduti alla Repubblica jugoslava in forza del Trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, reso esecutivo dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 28 novembre 1947, n. 1430, ratificato dalla legge 25 novembre 1952, n. 3054, ovvero in forza del Trattato di Osimo del 10 novembre 1975, reso esecutivo dalla legge 14 marzo 1977, n. 73, alle condizioni previste e in possesso dei requisiti per il diritto di opzione di cui all'articolo 19 del Trattato di pace di Parigi e all'articolo 3 del Trattato di Osimo;
  • b) alle persone di lingua e cultura italiane che siano figlio discendenti in linea retta dei soggetti di cui alla lettera a).

Art. 17-ter.( dall' 8 marzo 2006)

- 1. Il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana di cui all'articolo 17-bis é esercitato dagli interessati mediante la presentazione di una istanza all'autorità comunale italiana competente per territorio in relazione alla residenza dell'istante, ovvero, qualora ne ricorrano i presupposti, all'autorità consolare, previa produzione da parte dell'istante di idonea documentazione, ai sensi di quanto disposto con circolare del Ministero dell'interno, emanata di intesa con il Ministero degli affari esteri.
- 2. Al fine di attestare la sussistenza dei requisiti di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 17-bis, all'istanza deve essere comuque allegata la certificazione comprovante il possesso, all'epoca, della cittadinanza italiana e della residenza nei territori facenti parte dello Stato italiano e successivamente ceduti alla Repubblica jugoslava in forza dei Trattati di cui al medesimo comma 1 dell'articolo 17-bis.
- 3. Al fine di attestare la sussistenza dei requisiti di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 17-bis, all'istanza deve essere comuque allegata la seguente documen-tazione:
  • a) i certificati di nascita attestanti il rapporto di discendenza diretta tra l'istante e il genitore o l'ascendente;
  • b) la certificazione storica, prevista per l'esercizio del diritto di opzione di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 17-bis, attestante la cittadinanza italiana del genitore dell'istante o del suo ascendente in linea retta e la residenza degli stessi nei territori facenti parte dello Stato italiano e successivamente ceduti alla Repubblica jugoslava in forza dei Trattati di cui al medesimo comma 1 dell'articolo 17-bis;
  • c) la documentazione atta a dimostrare il requisito della lingua e della cultura italiane dell'istante».
2. La circolare di cui all'articolo 17-ter, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, introdotto dal comma 1 del presente articolo, é emanata entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 18. ABROGATO con Legge 14 dicembre 2000, n. 379
( testo sotto )
1. Le persone già residenti nei territori che sono appartenuti alla monarchia austro-ungarica ed emigrate all'estero prima del 16 luglio 1920 ed i loro discendenti in linea retta sono equiparati, ai fini e per gli effetti dell'articolo 9, comma 1, lettera a), agli stranieri di origine italiana o nati nel territorio della Repubblica.

Art. 19.
1. Restano salve le disposizioni della legge 9 gennaio 1956, n. 27, sulla trascrizione nei registri dello stato civile dei provvedimenti di riconoscimento delle opzioni per la cittadinanza italiana, effettuate ai sensi dell'articolo 19 del Trattato di pace tra le potenze alleate ed associate e l'Italia, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947.

Art. 20.
1. Salvo che sia espressamente previsto, lo stato di cittadinanza acquisito anteriormente alla presente legge non si modifica se non per fatti posteriori alla data di entrata in vigore della stessa.

Art. 21.
1. Ai sensi e con le modalità di cui all'articolo 9, la cittadinanza italiana puo' essere concessa allo straniero che sia stato affiliato da un cittadino italiano prima della data di entrata in vigore della legge 4 maggio 1983, n. 184, e che risieda legalmente nel territorio della Repubblica da almeno sette anni dopo l'affiliazione.

Art. 22.
1. Per coloro i quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano già perduto la cittadinanza italiana ai sensi dell'articolo 8 della legge 13 giugno 1912, n. 555, cessa ogni obbligo militare.

Art. 23. 
1. Le dichiarazioni per l'acquisto, la conservazione, il riacquisto e la rinunzia alla cittadinanza e la prestazione del giuramento previste dalla presente legge sono rese all'ufficiale dello stato civile del comune dove il dichiarante risiede o intende stabilire la propria residenza, ovvero, in caso di residenza all'estero, davanti all'autorità diplomatica o consolare del luogo di residenza.
2. Le dichiarazioni di cui al comma 1, nonché gli atti o i provvedimenti attinenti alla perdita, alla conservazione e al riacquisto della cittadinanza italiana vengono trascritti nei registri di cittadinanza e di essi viene effettuata annotazione a margine dell'atto di nascita.

Art. 24.
1. Il cittadino italiano, in caso di acquisto o riacquisto di cittadinanza straniera o di opzione per essa, deve darne, entro tre mesi dall'acquisto, riacquisto o opzione, o dal raggiungimento della maggiore età, se successivo, comunicazione mediante dichiarazione all'ufficiale dello stato civile del luogo di residenza, ovvero, se residente all'estero, all'autorità consolare competente.
2. Le dichiarazioni di cui al comma 1 sono soggette alla medesima disciplina delle dichiarazioni di cui all'articolo 23.
3. Chiunque non adempia agli obblighi indicati nel comma 1 è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da lire duecentomila a lire duemilioni. Competente all'applicazione della sanzione amministrativa è il prefetto.

Art. 25.

cittadinanza

1. Le disposizioni necessarie per l'esecuzione della presente legge sono emanate, entro un anno dalla sua entrata in vigore, con decreto del Presidente della Repubblica, udito il parere del Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri degli affari esteri e dell'interno, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia.
Art. 26.

1. Sono abrogati
-la legge 13 giugno 1912, n. 555, 
-la legge 31 gennaio 1926, n. 108
,
-il regio decr.legge 1 -12- 1934, n.1997, convertito dalla L. 4 aprile 1935
, n. 517
,
- l'articolo 143- ter del codice civile, 
- la legge 21 aprile 1983, n. 123
- l'articolo
39 della legge 4 maggio 1983, n. 184, 
- la legge 15 maggio 1986, n. 180,
- e ogni altra disposizione incompatibile con la presente legge.
2.
è soppresso l'obbligo dell'opzione di cui all'articolo 5, comma secondo, della legge 21 aprile 1983, n. 123,
e all'articolo 1, comma 1, della legge 15 maggio 1986, n. 180. 
3.
Restano salve le diverse disposizioni previste da accordi internazionali. 

Art. 27. 

1. La presente legge entra in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.


NOTE

AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

1 - Il D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362 (in S.O. n. 91 alla G.U. 13/6/1994 n. 136) ha abrogato l'art. 7, comma 1. 2 - La L. 22 dicembre 1994, n. 736 (in G.U. 4/1/1995 n. 3) ha modificato l'art. 17. 3 - La L. 23 dicembre 1996, n. 662 (in S.O. n. 233 relativo alla G.U. 28/12/1996 n. 303) ha modificato l'art. 17.

Nota all'art. 6: - I delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III, del codice penale, sono quelli contro la personalità internazionale e interna dello Stato e contro i diritti politici del cittadino.

Note all'art. 17: - Il testo degli articoli 8 e 12 della legge n. 555/1912 (Sulla cittadinanza italiana) è il seguente:

Art. 8. - Perde la cittadinanza:
1) chi spontaneamente acquista una cittadinanza straniera e stabilisce o ha stabilito all'estero la propria residenza;
2) chi, avendo acquistata senza concorso di volontà propria una cittadinanza straniera, dichiari di rinunziare alla cittadinanza italiana, e stabilisca o abbia stabilito all'estero la propria residenza. Puo' il Governo nei casi indicati ai numeri 1 e 2, dispensare dalla condizione del trasferimento della residenza all'estero;
3) chi, avendo accettato impiego da un governo estero od essendo entrato al servizio militare di potenza estera, vi persista nonostante l'intimazione del governo italiano di abbandonare entro un termine fissato l'impiego o il servizio. La perdita della cittadinanza nei casi preveduti da questo articolo non esime dagli obblighi del servizio militare, salve le facilitazioni concesse dalle leggi speciali (*)

"Art. 12. - I figli minori non emancipati da chi acquista o ricupera la cittadinanza divengono cittadini salvo che risiedendo all'estero conservino, secondo la legge dello Stato a cui appartengono, la cittadinanza straniera. Il figlio però dello straniero per nascita, divenuto cittadino, puo' entro l'anno dal raggiungimento della maggiore età o dalla conseguita emancipazione, dichiarare di eleggere la cittadinanza di origine. I figli minori non emancipati di chi perde la cittadinanza divengono stranieri quando abbiano comune la residenza col genitore esercente la patria potestà o la tutela legale, e acquistino la cittadinanza di uno Stato straniero. Saranno però loro applicabili le disposizioni degli articoli 3 e 9. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nel caso che la madre esercente la patria potestà o la tutela legale sui figli abbia una cittadinanza diversa da quella del padre premorto. Non si applicano invece al caso in cui la madre esercente la patria potestà muti cittadinanza in conseguenza del passaggio a nuove nozze, rimanendo allora inalterata la cittadinanza di tutti i figli di primo letto".

(*) La Corte costituzionale, con sentenza 11-19 ottobre 1988, n. 974 (Gazz. Uff. 26 ottobre 1988, n. 43 - 1a serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 8, ultimo comma, della legge di cui sopra, nonché dell'art. 1, lettera b), del D.P.R. 14 febbraio 1964, n. 237, nella parte in cui non prevedono che siano esentati dall'obbligo del servizio militare coloro che abbiano perduto la cittadinanza italiana a seguito dell'acquisto di quella di un altro Stato nel quale abbiano già prestato servizio militare.

- Il testo dell'art. 5 della legge n. 123/1983 (Disposizioni in materia di cittadinanza), abrogata dall'art. 26 della legge qui pubblicata, è il seguente:

"Art. 5. - è cittadino italiano il figlio minorenne, anche adottivo, di padre cittadino o di madre cittadina. Nel caso di doppia cittadinanza, il figlio dovrà optare per una sola cittadinanza entro un anno dal raggiungimento della maggiore età".

- Il testo dell'art. 219 della legge n. 151/1975 (Riforma del diritto di famiglia) è il seguente: "Art. 219. - La donna che, per effetto di matrimonio con straniero o di mutamento di cittadinanza da parte del marito, ha perduto la cittadinanza italiana prima dell'entrata in vigore della presente legge, la riacquista con dichiarazione resa all'autorità competente a norma dell'art. 36 delle disposizioni di attuazione del codice civile. è abrogata ogni norma della legge 13 giugno 1912, n. 555, che sia incompatibile con le disposizioni della presente legge".

Nota all'art. 19: - L'art. 19 del Trattato di pace fra l'Italia e le Potenze alleate ed associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, è così formulato:

"Art. 19. -

1. I cittadini italiani che, al 10 giugno 1940, erano domiciliati in territorio ceduto dall'Italia ad un altro Stato per effetto del presente Trattato, ed i loro figli nati dopo quella data diverranno, sotto riserva di quanto dispone il paragrafo seguente, cittadini godenti di pieni diritti civili e politici dello Stato al quale il territorio viene ceduto, secondo le leggi che a tale fine dovranno essere emanate dallo Stato medesimo entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente Trattato. Essi perderanno la loro cittadinanza italiana al momento in cui diverranno cittadini dello Stato subentrante.

2. Il governo dello Stato al quale il territorio è trasferito, dovrà disporre, mediante appropriata legislazione entro tre mesi dalla entrata in vigore del presente Trattato, perché tutte le persone di cui al par. 1, di età superiore ai diciotto anni (e tutte le persone coniugate, siano esse al disotto od al disopra di tale età) la cui lingua usuale è l'italiano, abbiano facoltà di optare per la cittadinanza italiana entro il termine di un anno dall'entrata in vigore del presente Trattato. Qualunque persona che opti in tal senso conserverà la cittadinanza italiana e non si considererà aver acquistato la cittadinanza dello Stato al quale il territorio viene trasferito. L'opzione esercitata dal marito non verrà considerata opzione da parte della moglie. L'opzione esercitata dal padre, o se il padre non è vivente, dalla madre, si estenderà tuttavia automaticamente a tutti i figli non coniugati, di età inferiore ai diciotto anni.

3. Lo Stato al quale il territorio è ceduto potrà esigere che coloro che si avvalgono dell'opzione si trasferiscano in Italia entro un anno dalla data in cui l'opzione venne esercitata.

4. Lo Stato al quale il territorio è ceduto dovrà assicurare, conformemente alle sue leggi fondamentali, a tutte le persone che si trovano nel territorio stesso, senza distinzione di razza, lingua o religione, il godimento dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ivi comprese la libertà di espressione, di stampa e di diffusione, di culto, di opinione politica, e di pubblica riunione".

Nota all'art. 21: - La legge n. 184/1983 reca: "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori". La citata legge è entrata in vigore il 1° giugno 1983.

Nota all'art. 22: - Per il testo dell'art. 8 della legge n. 555/1912 si veda in nota all'art. 17.

Note all'art. 26: - La legge n. 555/1912 recava norme sulla cittadinanza. -

La legge n. 108/1z926 recava: "Modificazioni ed aggiunte alla legge 13 giugno 1912, n. 555, sulla cittadinanza". -
Il R.D.L. n. 1997/1934 recava: "Modificazioni alla legge 13 giugno 1912, n. 555, sulla cittadinanza". -

L'art. 143- ter del codice civile, aggiunto dall'art. 25 della legge 19 maggio 1975, n. 151, era così formulato: "Art. 143- ter (Cittadinanza della moglie). - La moglie conserva la cittadinanza italiana, salvo sua espressa rinunzia, anche se per effetto del matrimonio o del mutamento di cittadinanza da parte del marito assume una cittadinanza straniera".
- La legge n. 123/1983 recava: "Disposizioni in materia di cittadinanza".

L'art. 5, comma secondo, della medesima legge così disponeva: "Nel caso di doppia cittadinanza, il figlio dovrà optare per una sola cittadinanza entro un anno dal raggiungimento della maggiore età". 

- L'art. 39 della legge n. 184/1983 (Disciplina della adozione e dell'affidamento dei minori) così recitava: "Art. 39. - Il minore di nazionalità straniera adottato da coniugi di cittadinanza italiana acquista di diritto tale cittadinanza. La disposizione del precedente comma si applica anche nei confronti degli adottati prima dell'entrata in vigore della presente legge".

- L'art. 1, comma 1, della legge n. 180/1986 (Modificazioni all'art. 5 della legge 21 aprile 1983, n. 123, recante disposizioni in materia di cittadinanza) così recitava: "Il termine per l'esercizio dell'opzione di cui all'art. 5, secondo comma, della legge 21 aprile 1983, n. 123, è prorogato fino alla data di entrata in vigore della nuova legge organica sulla cittadinanza".

Legge 14 dicembre 2000, n. 379

Disposizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori appartenuti all’Impero austro-ungarico e ai loro discendenti.

Art. 1.
1. La presente legge si applica alle persone di cui al comma 2, originarie dei territori che sono appartenuti all'Impero austro-ungarico prima del 16 luglio 1920, e ai loro discendenti. I territori di cui al presente comma comprendono:
  • a) i territori attualmente appartenenti allo Stato italiano;
  • b) i territori gia' italiani ceduti alla Jugoslavia in forza:
  1. del trattato di pace fra l'Italia e le Potenze alleate ed associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 e reso esecutivo in Italia con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 28 novembre 1947, n. 1430;
  2. del trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica socialista federativa di Jugoslavia firmato ad Osimo il 10 novembre 1975, ratificato e reso esecutivo in Italia ai sensi della legge 14 marzo 1977, n. 73.
2. Alle persone nate e gia' residenti nei territori di cui al comma 1 ed emigrate all'estero, ad esclusione dell'attuale Repubblica austriaca, prima del 16 luglio 1920, nonche' ai loro discendenti, e' riconosciuta la cittadinanza italiana qualora rendano una dichiarazione in tal senso con le modalita' di cui all'articolo 23 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. E' abrogato l'articolo 18 della legge 5 febbraio 1992, n. 91.
Art. 2.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 14 dicembre 2000

 


Disposizioni necessarie per l'esecuzione della  legge

Articolo 1

Presentazione della domanda
  1. L'istanza per l'acquisto o la concessione della cittadinanza italiana, di cui all'articolo 7 ed all'articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, si presenta al prefetto competente per territorio in relazione alla residenza dell'istante, ovvero, qualora ne ricorrano i presupposti, all'autorita' consolare.
  2. Nell'istanza devono essere indicati i presupposti in base ai quali l'interessato ritiene di aver titolo all'acquisto o alla concessione della cittadinanza.
  3. L'istanza deve essere corredata della seguente documentazione, in forma autentica:
    a) estratto dell'atto di nascita, o equivalente
    b) stato di famiglia;
    c) documentazione relativa alla cittadinanza dei genitori, limitatamente all'ipotesi in cui trattasi di elemento rilevante per l'acquisto della cittadinanza;
    d) certificazioni dello stato estero, o degli stati esteri, di origine e di residenza, relative ai precedenti penali ed ai carichi penali pendenti;
    e) certificato penale dell'autorita' giudiziaria italiana;
    f) certificato di residenza
    g) copia dell'atto di matrimonio o estratto per riassunto del registro dei matrimoni, limitatamente all'ipotesi di acquisto della cittadinanza per matrimonio.
  4. Ai fini della concessione, di cui all'articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il ministro dell'interno e' autorizzato ad emanare, con proprio decreto, disposizioni concernenti l'allegazione di ulteriori documenti.

Articolo 2

Istruttoria
  1. L'autorità che ha ricevuto l'istanza di cui all'articolo 1 ne trasmette in ogni caso immediatamente copia al ministero dell'interno, ed entro trenta giorni dalla presentazione, salvo il caso previsto dal comma 2, inoltra al ministero stesso la relativa documentazione con le proprie osservazioni.
  2. Nel caso di incompletezza o irregolarità della domanda o della relativa documentazione, entro trenta giorni l'autorità invita il richiedente ad integrarla e regolarizzarla, dando le opportune indicazioni ed i termini del procedimento restano interrotti fino all'adempimento.
  3. Una volta che l'interessato abbia adempiuto a quanto richiesto, l'autorità procede a norma del comma 1, seconda parte. 
    Qualora l'adempimento risulti insufficiente, o la nuova documentazione prodotta sia a sua volta irregolare, l'autorità dichiara inammissibile l'istanza, con provvedimento motivato, dandone comunicazione all'interessato ed al ministero.

Articolo 3

Definizione del procedimento
  1. Per quanto previsto dagli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241, il termine per la definizione dei procedimenti di cui al presente regolamento e' di settecentotrenta giorni dalla data di presentazione della domanda.

Articolo 4

Comunicazioni e notificazioni
  1. Ai fini previsti dall'articolo 7 del regolamento emanato con decreto del presidente della repubblica 12 ottobre 1993, n. 572, il decreto del ministro e' immediatamente trasmesso all'autorità che ha ricevuto la domanda.
    Quest'ultima ne cura la notifica all'interessato, entro i successivi quindici giorni.

Articolo 5

Disposizioni sul termine
  1. Il ministro dell'interno, entro quindici giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento, provvede alla modifica del decreto ministeriale 2 febbraio 1993, n. 284, di attuazione degli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241, indicando i termini previsti dal presente regolamento.
  2. resta salva la facoltà del ministro, ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, di stabilire ulteriori riduzioni dei termini.

Articolo 6

Verifiche periodiche
  1. Il ministro dell'interno verifica periodicamente la funzionalità, la trasparenza e la speditezza dei procedimenti disciplinati dal presente regolamento e adotta tutte le misure di propria competenza per l'adeguamento della relativa disciplina ai principi ed alle disposizioni delle leggi 7 agosto 1990, n. 241, e 24 dicembre 1993, n. 537, e del presente regolamento.
  2. I risultati delle verifiche svolte e le misure adottate in esito ad esse sono illustrate in un'apposita relazione che viene inviata, entro il 31 marzo di ogni anno, alla presidenza del consiglio dei ministri - dipartimento della funzione pubblica.

Articolo 7

Disposizioni transitorie
  1. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, per i procedimenti già in corso, iniziano a decorrere i termini previsti dal regolamento stesso, purchè più favorevoli per l'interessato rispetto a quelli indicati dalle norme pre-vigenti.

Articolo 8

Norme abrogate
  1. Ai sensi dell'articolo 2, comma 8, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate, limitatamente alle parti modificate con il presente regolamento, le seguenti norme: l'articolo 7, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, e gli articoli 4, 7, 14, commi 1, 2 e 4 del decreto del presidente della repubblica 12 ottobre 1993, n. 572.

Articolo 9

Entrata in vigore
  1. Il presente regolamento entra in vigore centottanta giorni dopo la sua pubblicazione nella gazzetta ufficiale della repubblica.
CIRCOLARI ESPLICATIVE DELLA LEGGE

Testo tratto dal sito del  Ministero dell'Interno Sito web della Gazzetta Ufficiale http://www.gazzettaufficiale.it/


 
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Mercoledì 31 Dicembre 2008 16:57
Indirizzo Associazione Mantovani nel Mondo  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. L' Associazione Mantovani nel Mondo è presente su
 
Dove fare una ricerca
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Mercoledì 31 Dicembre 2008 16:53

Prima di iniziare una ricerca occorre farsi uno schema pratico e mettere insieme tutte le informazioni di cui si è in possesso, magari aiutandosi con carta e penna tracciare una linea su cui scrivere i nomi degli antenati conosciuti e le relative annotazioni (data e luogo di nascita, di matrimonio, dei figli ecct.)
Terminato lo schema partendo dall'ultimo conosciuto in base all'anno di nascita bisogna orientarsi per sapere a chi e cosa chiedere...

Una fonte importante sono gli  GLI ARCHIVI DI STATO

L’Archivio Centrale dello Stato (a Roma) , gli Archivi di Stato sono presenti in tutti i capoluoghi di provincia italiani e in alcuni casi anche con distaccamenti o Sezioni di Archivio di Stato in altri Comuni della stessa provincia e conservano gli atti provenienti dai vari organi politici, amministrativi, finanziari e giudiziari degli Stati preesistenti all’unificazione della Penisola, nonché gli atti degli organi del Regno d’Italia prima e della Repubblica Italiana poi.
Tra i documenti conservati da evidenziare Le liste di Leva (Istituite da Napoleone e adottate anche dai successivi regnanti)che sono una fonte preziosa di informazioni in quando vi venivano registrati tutti i maschi dell'intera provincia con indicazioni sul luogo di nascita e le generalità dei genitori. Anche l'istituzione di queste liste varia da Provincia a Provincia . Altra fonte per la ricerca negli Archivi di Stato sono i censimenti realizzati negli anni 1861, 1871, 1881, e 1901, 1911, 1921, 1931, I censimenti successivi ovvero quelli del 1936, 1951, 1961, 1971, 1981 e 1991, 2001 non sono ancora a disposizione del pubblico.  Molti Archivi di Stato possiedono anche altri censimenti effettuati localalmente, che risalgono all’indietro fino alla metà del XVIII secolo ed offrono praticamente le stesse informazioni dei censimenti successivi.

I documenti conservati negli Archivi di Stato sono liberamente consultabili, ad eccezione di quelli riservati per motivi di politica interna e estera (consultabili dopo 50 anni), e di quelli connessi a situazioni personali totalmente private o a processi penali

Conoscendo il Comune o la zona di nascita dell'Antenato si può cercare negli ARCHIVI PARROCCHIALI (istituiti fin dal 1563)

Si trovano presso ogni parrocchia, se la parrocchia è stata soppressa, presso la parrocchia che ha aggregato il territorio, oppure sono conservati nell’Archivio Diocesano. I Registri sono distinti in: libri dei battesimi, dei matrimoni, dei defunti, delle cresime, nonché lo stato delle anime.  Conservano in alcuni casi altri documenti interessanti ed utili alla storia di famiglia. La possibilità di visionarli o estrarne copia è legata alla disponibilità dei singoli parroci che gestiscono la parrocchia.
I parroci, su richiesta, rilasciano copia dell'atto di battesimo dell'antenato (se presente nei registri) che controfirmato dalla Curia Arcivescovile ha validità giuridica.  Se l'atto rilasciato dalla Curia, è accompagnato da una dichiarazione del Comune, in cui si dichiara che quel Comune alla data (di nascita dell'antenato) non aveva ancora istituito i registri di Stato Civile, può essere utilizzato per il riconoscimento della cittadinanza. (Prassi accettata dalla maggioranza dei Paesi delle Americhe)
 
]Altre fonti di ricerca sono gli  ARCHIVI COMUNALI.  Si trovano in ogni Comune e sono in linea di massima aperti a tutti
Vi si trovano:
- Archivio Storico Comunale, conserva generalmente: gli Statuti, gli Ordinati-Verbali-Convocati, i Giuramenti, le Cause e Liti, i Bandi Politici e Campestri, l’Istruzione Pubblica, la Sanità ed Igiene, le Materie Militari, le Elezioni e il Catasto storico.
- Stato Civile: (in alcuni casi solo parte più antica, quella che ha superato i 70 anni di conservazione) i registri di cittadinanza, nascita, matrimonio e morte, dall'istituzione ai giorni nostri. In alcuni è conservato lo Stato Civile napoleonico con gli atti generalmente dal 1806 al 1815.

GLI ARCHIVI DIOCESANI

Si trovano presso la sede della Diocesi e contengono: le visite pastorali, l’erezione e la vita dei cappellani, benefici, confraternite, i diritti di banco nelle chiese, gli elenchi di sacerdoti, gli stati delle anime nelle parrocchie, e la seconda copia dei registri di battesimo, matrimonio e morte, già presenti nelle parrocchie. (Non sempre sono disponibili ad effettuare una ricerca ancor meno a farla svolgere direttamente all'interessato...)


GLI ARCHIVI NOTARILI

Si trovano in ogni sede di Collegio Notarile e custodiscono gli atti e i documenti depositati, e proseguono parzialmente l’attività dei notai una volta che hanno cessato l’esercizio delle funzioni: conservano tutti gli atti notarili attinenti gli ultimi cento anni dalla data di emissione del documento; trascorso tale periodo vengono versati all’Archivio di Stato.


SOPRINTENDENZE ARCHIVISTICHE

Le Soprintendenze archivistiche, a competenza regionale, sono tutte nei capoluoghi di regione, ad eccezione della Soprintendenza per il Piemonte, che svolge la sua attività anche in Val d’Aosta. Col termine di archivi non statali s’intende una straordinaria varietà e molteplicità di complessi documentari di interesse storico: da quelli appartenenti ad enti territoriali (regioni, province, comuni) o ad altri enti pubblici (università, istituzioni culturali, camere di commercio, istituti di credito) a quelli appartenenti a privati (archivi familiari, archivi personali, di partiti politici, sindacali, aziendali) e a confessioni religiose.

L’UFFICIO CENTRALE PER I BENI ARCHIVISTICI

Tale ufficio, dipendente dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, dirige a livello tecnico-amministrativo l’intero settore, che va dalla conservazione degli archivi storici statali, alla sorveglianza sugli archivi statali in formazione presso le varie amministrazioni, alla vigilanza sugli archivi non statali. (Ufficio Centrale per i Beni Archivistici - Via Gaeta 8a - 00185 Roma).

Altre opportunità provengono da Archivi storici tenuti presso fondazioni, istituti e centri culturali e Biblioteche e privati.  (non sempre facilmente accessibili)
Altre fonti possono essere le liste di defunti nei singoli cimiteri

 
Cos'è Mantovani nel mondo
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Mercoledì 31 Dicembre 2008 16:44
In data 10 dicembre 1997 , con apposito atto notarile, nasce l'Associazione dei Mantovani nel Mondo, genesi delle esperienze e iniziative sottocitate. Sede legale in Mantova, via Solferino 36, (ora trasferitasi in in via Mazzini 22) raccoglie in tutta la Provincia legami ormai consolidati delle comunità mantovane di tutto il mondo.

1971 -Nasce a S.Paolo l'Associazione dei Mantovani in Brasile (A.M.B)
1988-Viene fondato a Buenos Aires il Circolo Mantovano
1990-Si costituisce a Magnacavallo ( MN) il " Comitato per il Monumento all'Emigrante"
1995-Si costituisce a Magnacavallo (MN) il " Comitato per il Settembre 1995 per l'Emigrato"
1996- Nasce il Comitato Promotore per la Costituzione dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo
1997-Si costituisce l'Associazione dei Mantovani nel Mondo,
1997 -Viene fondata la " Associazione dei Mantovani nel Mondo"
1998 -Nasce a Brisbane l" Associazione degli Ostigliesi- Mantovani nel Mondo in Australia"
1999 -in rete il web dei Mantovaninelmondo
2002 -L'Associazione si trasforma in ONLUS
2004 -Viene registrata la Testata 'Mantovani nel Mondo' al tribunale di Mantova (28/05/2004 al n.5/04)
2005 -Nasce il Portale Lombardi nel Mondo

Finalità sociali  

L'A.M.M. iniziativa spontanea e apolitica , ha come centro della sua attività il rafforzamento dei legami fra le varie comunità mantovane nel mondo e in Italia con le Istituzioni Pubbliche a tutti i livelli (Stato , Regione, Provincia, Comune)  

Persegue fini morali , culturali ed assistenziali, rendendosi portavoce delle esigenze dei cittadini e delle comunità , promuovendo iniziative a tutela degli Emigranti.  
Stabilisce contatti utili con tutte quelle organizzazioni sociali, politiche, religiose e culturali che condividono gli scopi dell'Associazione.  

Obiettivo dell'A.M.M. è la valorizzazione e tutela dei Mantovani, in collegamento con le Istituzioni nei campi della Cultura, della Tradizione ,del Lavoro e del Commercio.  
Promuovere e patrocinare rapporti culturali, affettivi, ambientali,sociali, folcloristici con gli Emigranti agevolando scambi socioeconomici, produttivi presso e/o con strutture imprenditoriali, professionali pubbliche e private in Mantova, Provincia e all'estero.  
Promuovere e patrocinare Borse di studio, perfezionamenti professionali, seminari, pubblicazioni su storia, cultura, tradizioni realtà economico-industriale mantovana.
Collaborare con le Istituzioni Pubbliche Comunitarie e Extracomunitarie per la risoluzione delle problematiche legate all'Emigrazione in tutti i suoi aspetti.
 
Direttivo
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Mercoledì 31 Dicembre 2008 16:40

 

L'Associazione Mantovani nel Mondo pubblica due testate web :
www.lombardinelmondo.org e  www.mantovaninelmondo.eu
Editore ne è il presidente Marconcini Daniele

 Organismi dirigenti dell'Associazione Mantovani nel Mondo Onlus  aggiornati secondo le ultime deliberazioni dell'Assemblea il 18 giuno 2013

CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE
Presidente Marconcini Daniele Esperto Associazionismo e volontariato
Vice Presidente Faccin Luca Console Onorario del Costa Rica a Venezia
Vice Presidente Confente Antonello Esperto relazioni internazionali
Consigliere Milani Ernesto Esperto della Storia dell'Emigrazione

Consigliere Barbi Rino Museo Emigrazione - Magnacavallo

Consigliere Bocchi Vittorio
Cisana Luigi

Tesoriere Scaglioni Claudio
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Revisore
Revisore
Revisore
Agrì Francesco
Rebuzzi Valerio
Bottardi Maurizio

 
COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Membro
Membro
Membro
Ghidorzi Luigi
Ghelfi Luciano
Milletti Claudio

Rappresentante nel Comitato del Museo dell'Emigrante

 

Comitato Organizzatore attività ed eventi
Franco Corniani
Esperto di manifestazioni culinarie e gastronomiche

 

Incarichi speciali

 

 

 


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